Interviste24 luglio 2026
Intervista Sussidiario.net | Alberto Di Rubba: noi versiamo una cauzione per manifestare. Ora paghi anche chi devasta le città
Dopo gli scontri di Bologna la Lega torna a spingere sulla proposta della cauzione per chi organizza cortei e manifestazioni di piazza, una battaglia rilanciata con forza da Matteo Salvini nel segno di un principio chiaro: “chi rompe paga”. Ne abbiamo parlato con Alberto Di Rubba, deputato e tesoriere federale del Carroccio: «Manifestare è un diritto, devastare le città no. Le regole devono valere per tutti»

Onorevole Di Rubba, perché dopo quanto accaduto a Bologna ritenete necessario rilanciare questa proposta?
«Perché quello che abbiamo visto dimostra esattamente quanto sia necessaria. Quando una manifestazione degenera rimangono vetrine distrutte, beni pubblici danneggiati, commercianti che devono fare i conti con le conseguenze e, cosa ancora più grave, uomini e donne delle Forze dell'Ordine feriti mentre svolgono il proprio lavoro. E alla fine chi paga? Troppo spesso la collettività. Matteo Salvini sta portando avanti con forza una battaglia di assoluto buon senso: chi rompe paga. E la proposta presentata alla Camera, che vede come primo firmatario il collega Igor Iezzi, va esattamente in questa direzione: affermare un principio di responsabilità che dovrebbe essere normale per tutti.
Lo dico anche da tesoriere della Lega: noi organizziamo da anni manifestazioni che portano migliaia di persone perbene nelle piazze delle città italiane. Rispettiamo le prescrizioni, ci assumiamo le nostre responsabilità e lasciamo la cauzione quando prevista. Non abbiamo mai avuto alcun problema a farlo, perché è normale che chi organizza un grande evento in uno spazio pubblico si assuma delle responsabilità. E non siamo certo gli unici: partiti, associazioni e organizzazioni che utilizzano le piazze delle nostre città sono chiamati a rispettare regole e prescrizioni. Allora la domanda è molto semplice: se questo vale per chi porta pacificamente migliaia di persone in piazza, perché non dovrebbe valere per i centri sociali e per chi organizza cortei che troppo spesso finiscono con devastazioni e violenze? Le regole devono valere per tutti».
C’è chi sostiene che chiedere una cauzione possa rappresentare un limite alla libertà di manifestare.
«Non scherziamo. Manifestare è un diritto e nessuno vuole limitarlo, ma non può trasformarsi nel diritto di distruggere quello che appartiene agli altri. Se organizzi una manifestazione pacifica, rispetti le regole e lasci la città come l'hai trovata, non hai nulla da temere.
Il problema non è chi manifesta. Il problema è chi pensa di poter mettere a ferro e fuoco una città e poi lasciare il conto agli altri».
Quanto accaduto a Bologna ha aperto anche un duro confronto politico con il sindaco Matteo Lepore.
«Quando la tensione è così alta, chi rappresenta le istituzioni dovrebbe avere una responsabilità in più: abbassare i toni, tutelare la città e stare senza ambiguità dalla parte della legalità e delle Forze dell'Ordine. Invece troppo spesso vediamo una certa sinistra utilizzare mille distinguo quando la violenza arriva dagli ambienti antagonisti e dai centri sociali.
Quando ci sono agenti feriti, vetrine distrutte e una città messa a ferro e fuoco, bisogna scegliere da che parte stare. Noi stiamo dalla parte delle Forze dell'Ordine, dei commercianti e dei cittadini perbene. Chi devasta una città non ha giustificazioni».
Quindi “chi rompe paga” deve diventare una regola?
«Deve diventare un principio di responsabilità che vale per tutti. La Lega manifesta, rispetta le regole e lascia la cauzione. Non vedo perché debba essere diverso per un centro sociale o per qualsiasi altra organizzazione.
La libertà di manifestare va sempre garantita. Ma la libertà di devastare le nostre città non esiste. Chi organizza si assume le proprie responsabilità e chi rompe paga. Fino all'ultimo euro. Non devono essere più gli italiani perbene a pagare il conto dei violenti».
