Interviste28 maggio 2026
Intervista ad Affaritaliani: "Il Cavallino piegato ai diktat dell'Ue, così il Green Deal rischia di distruggere un mito italiano"
Il commento ad Affaritaliani sulla Ferrari elettrica, il Green Deal e la difesa dell'automotive italiano.

La nuova Ferrari elettrica sta diventando un caso politico oltre che industriale. Perché?
"Perché Ferrari non è un marchio qualsiasi. È un simbolo italiano conosciuto in tutto il mondo. Enzo Ferrari diceva: 'Io vendo motori. Il resto dell'auto lo regalo gratis perché qualcosa deve pur tenere insieme il motore.' Una frase che racconta perfettamente cosa abbia rappresentato questo marchio nel mondo: passione, meccanica, emozione, motori e identità industriale italiana. Per questo oggi fa discutere vedere il Cavallino Rampante piegarsi ai diktat e all'ideologia green imposta da Bruxelles e da Ursula Von der Leyen. Non è un caso che dopo la presentazione siano arrivate reazioni negative durissime, un forte malcontento tra appassionati e addetti ai lavori e un crollo del titolo Ferrari in Borsa, arrivato oltre l'8% a Piazza Affari."
Quali sono i rischi che oggi sta correndo il settore automotive europeo?
"Il rischio è quello di arrivare a un progressivo declino industriale del settore automotive europeo. E purtroppo questo processo è già iniziato. La Ferrari elettrica, in questo senso, è la fotografia perfetta di un Green Deal fallito. Parliamo di un settore che in Europa vale oltre 13 milioni di posti di lavoro e circa il 7% del PIL europeo. La Lega è stata la prima forza politica, con Matteo Salvini, a denunciare le follie del 'tutto elettrico' e a difendere la neutralità tecnologica: elettrico, biocarburanti, idrogeno, carburanti sintetici e innovazione vera."
Quali sono le proposte concrete della Lega per il settore automotive?
"Il Governo ha stanziato un fondo automotive da 1,6 miliardi di euro per sostenere imprese, filiere produttive e occupazione. Ma serve soprattutto una battaglia politica forte in Europa. Bruxelles non può decidere cosa dobbiamo guidare. L'Italia è diventata grande grazie ai motori, alla meccanica e all'innovazione. La Lega continuerà a battersi per difendere le nostre eccellenze e per non spegnere i nostri motori."
