Alberto Di Rubba a IlSussidiario.net: «La vita come una gara di enduro, non bisogna mai mollare»
Dalla passione per le moto all’esperienza imprenditoriale, fino all’impegno politico e istituzionale. Alberto Di Rubba si racconta in una lunga intervista a IlSussidiario.net, ripercorrendo alcune delle tappe più significative del proprio percorso personale e professionale e soffermandosi sui valori che, negli anni, hanno accompagnato le sue scelte. Un racconto che parte da lontano, dalla passione per le due ruote nata quando era ancora bambino. Una passione che per molti anni ha dovuto lasciare spazio agli studi, al lavoro e alle responsabilità professionali, ma che non è mai realmente scomparsa. Dopo la laurea e l’inizio del proprio percorso lavorativo, Di Rubba torna infatti ad avvicinarsi al mondo delle moto, fino a trasformare quella passione in un vero progetto imprenditoriale. Nasce così NSA Motors, costruita passo dopo passo con l’obiettivo di creare non soltanto una concessionaria, ma un punto di riferimento per gli appassionati delle due ruote. Un progetto cresciuto negli anni attraverso investimenti nella struttura, nelle persone e nei servizi e che ha raggiunto un passaggio particolarmente significativo con l’ingresso nel mondo KTM. Un traguardo che, per Di Rubba, ha anche un valore personale: la sua prima moto è stata proprio una KTM e l’arancione, colore simbolo del marchio, era già presente nel logo di NSA Motors molto prima che diventare concessionario ufficiale diventasse realtà. Accanto all’attività della concessionaria è cresciuto anche il progetto sportivo di NSA Racing Team, nato dalla volontà di investire sui giovani talenti e di costruire un ambiente nel quale piloti, tecnici e meccanici potessero crescere insieme. Un’esperienza che ha portato il team fino al Mondiale Enduro e che rappresenta, per Di Rubba, anche una vera scuola di vita. È proprio dall’enduro, infatti, che nasce una delle immagini centrali dell’intervista. Una disciplina nella quale preparazione e talento sono fondamentali, ma nella quale bisogna essere pronti anche ad affrontare ostacoli, imprevisti e cadute. Una metafora che Di Rubba utilizza per raccontare il proprio modo di affrontare anche i momenti più complessi della vita: non arrendersi davanti alle difficoltà, rialzarsi e continuare il percorso.
Al centro dell’intervista c’è innanzitutto la passione per le due ruote, nata fin dall’infanzia e rimasta per anni in secondo piano durante gli studi e l’avvio della carriera professionale. Una passione che, una volta ritrovata, si è trasformata anche in un progetto imprenditoriale con la nascita di NSA Motors e, successivamente, del Racing Team, con l’obiettivo di investire sui giovani e accompagnarli nella loro crescita sportiva e personale.
Proprio il mondo delle moto e dell’enduro diventa, nel racconto di Di Rubba, una metafora del suo approccio alla vita. Preparazione, lavoro di squadra, capacità di affrontare gli imprevisti e soprattutto la determinazione necessaria per ripartire dopo una caduta.
Un metodo che Di Rubba porta anche nell’attività politica e istituzionale. Da tesoriere federale della Lega richiama l’importanza del pragmatismo, della responsabilità e della serietà nell’amministrazione; da responsabile del Dipartimento Automotive sottolinea invece il valore dell’esperienza maturata direttamente nel settore, a contatto con imprese, officine, concessionari e lavoratori di una filiera strategica per il Paese.
La stessa concretezza maturata nel mondo dell’impresa e dell’automotive viene portata anche nell’attività politica. Di Rubba sottolinea come l’esperienza quotidiana a contatto con aziende, concessionari, officine e lavoratori gli permetta di conoscere direttamente problemi e necessità di un settore fondamentale per l’economia italiana. Un punto di vista che accompagna oggi il suo lavoro da responsabile del Dipartimento Automotive della Lega, con particolare attenzione alla difesa dell’industria italiana ed europea, alla neutralità tecnologica e alla necessità di superare un approccio ideologico alla transizione ecologica.
Nell’intervista viene affrontato anche il ruolo di tesoriere federale della Lega, incarico che Di Rubba ricopre dal 2023. Anche in questo caso il filo conduttore è quello della responsabilità: amministrare significa avere consapevolezza delle conseguenze delle proprie decisioni, programmare e utilizzare le risorse con attenzione, esattamente come accade nella gestione di un’impresa.
Una parte particolarmente personale del racconto riguarda poi il rapporto con Matteo Salvini e i momenti più difficili attraversati negli ultimi anni. Di Rubba ricorda come proprio nelle fasi più complesse abbia imparato a distinguere i ruoli dalle persone e a riconoscere chi fosse disposto a dimostrare fiducia anche quando sarebbe stato più semplice prendere le distanze.
Tra queste persone indica innanzitutto Salvini, ricordandone la vicinanza sul piano umano e la scelta di continuare a credere in lui, affidandogli nel 2023 una responsabilità ancora maggiore con la nomina a tesoriere federale della Lega. «È un gesto che non dimenticherò mai, perché mi ha insegnato che la vera leadership si misura soprattutto nei momenti difficili», racconta Di Rubba.
Un rapporto di fiducia che ha contribuito anche al modo con cui oggi vive le proprie responsabilità politiche e istituzionali: dietro ogni incarico e ogni decisione, sottolinea, ci sono prima di tutto persone, rapporti e storie che non possono essere dimenticati quando arrivano le difficoltà.
Ed è proprio qui che politica, impresa e passione sportiva finiscono per incontrarsi. La vita, come una gara di enduro, non permette di conoscere in anticipo tutti gli ostacoli che si incontreranno lungo il percorso. Si può cadere, si può sbagliare e si possono attraversare momenti nei quali sembra più difficile ripartire. Ciò che fa la differenza è la capacità di reagire, imparare e tornare in sella.
È il messaggio che attraversa l’intera intervista di Alberto Di Rubba a IlSussidiario.net: esperienze diverse, dalla politica alle moto, unite dalla stessa convinzione. Le difficoltà fanno parte del percorso, ma non devono mai diventare il motivo per smettere di andare avanti.