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Interviste09 agosto 2026

Intervista al quotidiano Il Tempo, Alberto Di Rubba: "La Lega è una e indivisibile. Nel 2027? Matteo Salvini deve tornare al Viminale".

Siamo orgogliosi delle nostre radici e, grazie alla leadership di Matteo Salvini, abbiamo trasformato un forte radicamento territoriale in un progetto nazionale senza perdere la nostra identità. Oggi la sfida non è contrapporre Nord e Sud, ma portare in tutta Italia un modello di buon governo e difendere cittadini, imprese e territori dalle scelte ideologiche e dalla burocrazia di Bruxelles. La Lega non è un contenitore politico da utilizzare finché conviene e abbandonare quando cambiano le convenienze. È una comunità, una storia, un’appartenenza. Siamo al Governo del Paese, governiamo quattro Regioni, abbiamo centinaia di sindaci, migliaia di amministratori e militanti: questa è la nostra forza. Matteo Salvini dovrà tornare al Viminale. Ha già dimostrato con i fatti, con determinazione e coraggio, cosa significa difendere i confini, contrastare l’immigrazione clandestina e garantire sicurezza agli italiani.

Intervista al quotidiano Il Tempo, Alberto Di Rubba: "La Lega è una e indivisibile. Nel 2027? Matteo Salvini deve tornare al Viminale".
Onorevole Di Rubba, quale ruolo dovrà avere la Lega nel futuro del centrodestra? “Vogliamo continuare a essere una forza determinante della coalizione e dell'azione di governo. In questi anni abbiamo dimostrato che si può governare mantenendo una forte identità politica, portando avanti le nostre battaglie storiche: sicurezza, tutela del lavoro, sostegno alle imprese e investimenti nelle infrastrutture”. Ultimamente, nel centrodestra le differenze tra i partiti generano scintille. “Sono una ricchezza. La forza della coalizione è proprio quella di mettere insieme culture politiche diverse, ma unite da una visione comune. Non a caso il centrodestra unito guida il Paese e la maggior parte delle regioni. Ognuno mantiene la propria identità, ma tutti condividiamo la responsabilità di governare. La Lega continuerà a portare il proprio contributo con spirito costruttivo: bisogna agire con coraggio e concretezza per dare risposte concrete ai bisogni reali degli italiani”. Le priorità del governo in quest’ultima parte della legislatura? “Dobbiamo consolidare quanto è stato fatto e creare le condizioni per favorire crescita economica, occupazione e competitività delle imprese. Continueremo a rappresentare i territori e a portare nel governo le esigenze di chi produce, lavora e investe”. Roberto Vannacci nel centrodestra? “Faceva parte di un partito di governo e fondamentale nella coalizione: è stato lui a chiamarsi fuori e a votare assieme alla sinistra. Per la Lega il punto di riferimento resta il programma del centrodestra che ha ricevuto il consenso degli italiani. Non ci interessano operazioni di palazzo o alleanze costruite senza una visione comune. Chi entra deve riconoscersi in tutto ciò. Prima delle convenienze personali vengono la serietà, la coerenza e il rispetto della fiducia ricevuta dagli italiani. Per questo guardiamo con molta attenzione a percorsi costruiti attraverso continui cambi di appartenenza politica”. Tra i punti qualificanti del prossimo programma c'è la sicurezza. Qual è la vostra proposta? “Matteo Salvini deve tornare al Ministero dell'Interno. E’ la persona più autorevole, preparata ed esperta per guidare nuovamente il Viminale e proseguire una politica di sicurezza, controllo dei confini e contrasto all'immigrazione clandestina che ha già dimostrato di funzionare. Ha affrontato anche un processo, conclusosi con l'assoluzione, e questo dimostra che non si trattava di una scelta ideologica, ma di un atto di responsabilità nell'interesse nazionale. Vogliamo presentarci agli elettori con una visione chiara: un'Italia che cresce, difende i propri interessi nazionali e affronta le sfide del futuro con pragmatismo”. Si parla di un'associazione promossa dai governatori del Nord, Zaia in testa, in alternativa a una scissione dalla Lega. “Siamo nel 2026. Oggi non ha più senso ragionare con i confini degli anni Novanta. Matteo Salvini lo ha detto chiaramente: oggi la sfida è difendere l’interesse nazionale italiano in Europa. Nord, centro, sud, uniti insieme contro le follie degli euroburocrati. Se ieri il tema era il rapporto con uno Stato centrale che non valorizzava i territori, oggi il tema è evitare che decisioni ideologiche prese a Bruxelles penalizzino cittadini, imprese e lavoro italiani”. Venerdì si è riunito il direttivo della Lega in Lombardia. Cosa può dirci? È stato un confronto chiarificatore? “È stato un confronto franco e costruttivo. Nella famiglia della Lega da sempre si discute, ci si confronta anche con punti di vista e sfumature differenti e poi ci si rimbocca le maniche con un unico obiettivo: lavorare per il bene delle nostre comunità e dei nostri territori, a tutti i livelli. Matteo Salvini è il nostro leader e la Lega deve fare la Lega: alzare la voce quando è necessario, spronare a fare sempre meglio e sempre di più, anche osando. A testa alta, con franchezza e determinazione, con gli avversari come con gli alleati. Una Lega di lotta, insomma. Come piace a noi.”
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