Di Rubba: “Benzina rinnovabile? Lega ha sempre avuto ragione” | “Von der Leyen si dimetta e salvi automotive”
Per Di Rubba (Lega) la sperimentazione della benzina 100% rinnovabile è la prova che esistono alternative al tutto elettrico promosso dall'Ue La sperimentazione della benzina 100% rinnovabile avviata in Spagna da Bosch con Toyota, BMW e Repsol riaccende il dibattito sul futuro dell’automobilistica europea, infatti per il deputato della Lega e responsabile del dipartimento Automotive Alberto Di Rubba, è la dimostrazione che ci sono percorsi alternativi all’elettrificazione totale promossa dall’Unione europea. Quindi, rilancia l’ultimatum alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per aver imposto una transizione “ideologica” che sta penalizzando imprese e occupazione, e chiede di rimettere al centro il principio della neutralità tecnologica.
Secondo Di Rubba, il progetto pilota sviluppato in Spagna conferma una posizione che il Carroccio sostiene da tempo. “La benzina 100% rinnovabile è la prova che le alternative al tutto elettrico ci sono“, afferma il deputato, sottolineando come la sperimentazione utilizzi automobili già in circolazione e l’attuale rete di distribuzione dei carburanti, senza richiedere una riconversione completa del sistema.
L’ATTACCO A VON DER LEYEN: “HA GIÀ FATTO TROPPI DANNI”
La presa di posizione di Di Rubba si sofferma soprattutto sulle politiche europee in materia di transizione ecologica. Secondo il deputato del Carroccio, le scelte adottate dalla Commissione europea avrebbero avuto conseguenze pesanti sull’industria automobilistica continentale.
L’esponente della Lega individua nelle politiche europee una delle principali cause della crisi attraversata dal comparto automobilistico. A suo giudizio, la strategia perseguita da Bruxelles avrebbe penalizzato il sistema produttivo e l’occupazione; per questo chiede una revisione radicale delle scelte finora adottate e sostiene che, qualora ciò non avvenisse, Ursula von der Leyen dovrebbe dimettersi.
DI RUBBA: “BISOGNA SALVARE IL SETTORE DALL’IDEOLOGIA”
Le dichiarazioni del deputato leghista arrivano mentre il comparto continua a confrontarsi con una fase di forte difficoltà, segnata in particolare dalla crisi dell’industria tedesca. Il piano di riorganizzazione annunciato dal gruppo Volkswagen e il rallentamento della produzione in Germania hanno riportato l’attenzione sugli effetti che un indebolimento del principale mercato europeo potrebbe avere anche sull’Italia.
I dati dell’ANFIA mostrano infatti quanto sia stretto il legame tra le due economie: la Germania è il primo mercato di sbocco per una parte importante della filiera italiana della componentistica e assorbe oltre un quinto dell’export del comparto. Ma è anche il principale fornitore di autoveicoli per il mercato italiano, confermando un’interdipendenza industriale che rende le difficoltà dell’automotive tedesco una questione rilevante anche per il tessuto produttivo nazionale.
Secondo Di Rubba, è uno scenario che rende ancora più urgente una revisione delle politiche europee, perché il diktat sull’elettrico “vuol dire distruggere imprese e posti di lavoro“, afferma il deputato, ribadendo che la Lega continuerà a sostenere un approccio basato sulla libertà di scelta tecnologica. Per l’esponente del Carroccio il futuro dell’automobile non dovrebbe essere determinato da un’unica soluzione imposta a livello normativo, ma dalla competizione tra tecnologie differenti, lasciando che siano innovazione, ricerca e mercato a individuare le opzioni più efficaci per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.