Interviste14 luglio 2026
Basta Far West degli autovelox: grazie a Matteo Salvini arrivano finalmente regole certe
Ad Affaritaliani.it intervista ad Alberto Di Rubba, deputato, tesoriere e responsabile del Dipartimento Automotive della Lega: "La Lega continuerà a stare dalla parte di automobilisti e motociclisti. Non è una battaglia contro la sicurezza stradale, ma per controlli trasparenti, strumenti omologati e regole uguali per tutti

Onorevole Di Rubba, perché la Lega rivendica questa riforma degli autovelox?
"Perché dopo oltre trent'anni finalmente si è messo ordine in una giungla normativa che ha prodotto ricorsi, contenziosi e incertezza per cittadini e amministrazioni. Gli autovelox devono servire a salvare vite, non a trasformarsi in strumenti per fare cassa. Matteo Salvini ha avuto il merito di affrontare un tema che per troppo tempo tutti hanno preferito rinviare."
Cosa cambia concretamente con il lavoro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti?
"Con il lavoro del ministro Matteo Salvini arrivano finalmente regole chiare e uguali per tutti. Dopo oltre trent'anni viene definita una procedura di omologazione che mancava dal 1992 e che ha alimentato incertezze e contenziosi.
La portata della riforma è evidente: secondo le prime stime saranno circa 1.200 gli autovelox destinati a essere spenti o adeguati perché non conformi ai nuovi requisiti. Non significa meno sicurezza sulle strade, significa più trasparenza e più certezza del diritto per cittadini, amministrazioni e forze dell'ordine. La sicurezza stradale è una cosa seria e proprio per questo ha bisogno di strumenti credibili e inattaccabili dal punto di vista giuridico”.
La sinistra parla di un regalo a chi corre troppo.
"È una lettura completamente sbagliata. Nessuno vuole meno sicurezza sulle strade. Anzi, proprio perché la sicurezza viene prima di tutto servono controlli seri, trasparenti e pienamente regolari. La vera sicurezza si costruisce con regole certe e strumenti affidabili, non con trappole per automobilisti e motociclisti."
C’è anche un messaggio politico dietro questa battaglia
"Assolutamente sì. La Lega continuerà a stare dalla parte di chi ogni mattina prende l'auto, il furgone o la moto per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola o portare avanti un'attività economica. Per troppo tempo l'automobilista è stato considerato quasi un problema o semplicemente un bancomat da cui attingere risorse. Noi pensiamo invece che la mobilità sia una libertà da difendere e non un privilegio da limitare."
Questo approccio può valere anche per altri temi legati alla mobilità urbana?
"Assolutamente sì. La vicenda degli autovelox dimostra che sicurezza, buon senso e tutela dei cittadini possono convivere. Credo che questo approccio debba guidare anche le riflessioni future sulla mobilità urbana, sulle ZTL e più in generale sulle limitazioni sempre più estese che negli ultimi anni sono state introdotte soprattutto nelle grandi città, penso ad esempio a Milano.
La tutela ambientale è un obiettivo che condividiamo tutti, ma non può tradursi automaticamente in divieti, restrizioni e costi scaricati su famiglie, lavoratori, pendolari e imprese. Servono equilibrio, proporzionalità e soprattutto la capacità di ascoltare i territori e chi ogni giorno utilizza l'auto o la moto per lavorare e vivere. Su questi temi sto lavorando a proposta di legge più ampia che presenteremo nelle prossime settimane, sempre con lo stesso principio che ha guidato il lavoro sugli autovelox: meno ideologia, più buon senso e più attenzione ai cittadini”.
